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Pittura illusionistica, modelli culturali e metodi
di divulgazione
1
5
La diffusione di una nuova tendenza pittorica
internazionale
Geometrie reali e architettura virtuale
La documentazione ed il rilievo delle superfici
dipinte
Casi studio nazionali
ed internazionali
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5
Parte

1
Pittura illusionistica, modelli culturali e metodi di divulgazione
Teoria e trattati sulla teoria della visione nell’antichità
Scheda di analisi: la “scenographia” antica
Lo sviluppo della teoria intromissiva in oriente e la rappresentazione nel medioevo inEuropa
Scheda di analisi: la prosettiva medievale
Prospettiva e prospettografi tra Rinascimento e Barocco
Il disegno dell’architettura in prospettiva in Europa. Testi di riferimento per i pittori di quadratura
Anamorfosi e proiezioni cartografiche
Aristotele
Secondo Aristotele arriviamo a conoscere le cose non sulla base delle idee innate platoniche ma con l’esperienza e il ragionamento.
Non accetta le teorie precedenti.
Considera errato supporre che la visione avvenga per estromissione di raggi visivi capaci di raggiungere oggetti a distanze infinite.
Platone
Teoria delle idee
"Timeo": La visione ha origine nell'anima, la quale produce all'interno dell'occhio un "fuoco visuale" invisibile che scorre all'esterno.

La luce è necessaria per la visione. Essa si incontra al fuoco visuale, suo simile, e crea il "corpo visuale"

Rapporto luce-colore.
il Medium-trasparente muta il suo stato da potenziale a reale quando si trova in presenza di una qualsiasi luce, e poi viene scosso o intaccato dal colore dei corpi che vengono in contatto con esso e i cambiamenti che questo contatto provoca vengono trasmessi all’osservatore, provocando la vista.
Il processo della visione per
Aristotele
Euclide e Tolomeo
Il modello di "perspectiva naturalis" si basa su 3 elementi fondamentali:
- l'occhio che vede
- l'oggetto visibile
- la luce che illumina le cose
Optike
300 a.C
Nelle 11 proposizione dell'Ottica Euclide spiega quali sono le conseguenze della visione prospettica, tra cui:
- digradazione delle misure apparenti;
- perchè intervalli paralleli visti a distanza appaiono di lunghezza diversa;
- rette parallele appaiono congiungenti in un punto all'infinito;.


Tolomeo chiarì alcuni problemi non pienamente trattati da Euclide:
- il cono visivo è un flusso continuo e non constituito da un fascio radiale di raggi disceti (come sosteneva Euclide; per questo motivo le figure non ci appaiono puntiformi e discontinue)
- l'accuratezza della visione si basa sull'intensità della radazione che colpisce l'oggetto: maggiore lungo l'asse visivo, più fico nella zona periferica;
- introduce i principi della visione binoculare.

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